venerdì 14 dicembre 2018

LE INVENZIONI DELLA DIGOS DI COSENZA

Non voglio pensare male su ciò che combinano, nei loro uffici, quelli della Digos di Cosenza. Potrei dire che fumano marjiuana a manetta, ma non ce li vedo proprio. Potrei dire che sono validi lettori della letteratura fantastica, da Henry Potter a Joanne Rowling. O tutti e due insieme. Insomma qualcosa fanno, e lo dimostra il fatto che pochi giorni fa si sono inventati un’associazione a delinquere a Cosenza di immani proporzioni, fatta di pericolosi delinquenti dediti ad attività criminali terribili ed impensabili per una città civile come è quella di Cosenza. Ebbene questi delinquenti sapete cosa facevano ? occupavano vecchi stabili pieni di topi, escrementi, rifugio di tossici e alcolizzati e li rendevano accoglienti, puliti, aperti, e ci facevano dormire la gente che non ha una casa. Gli abitanti del quartiere, dove questi delinquenti pulivano i palazzi abbandonati, avevano tanta paura di queste persone che gli portavano da mangiare, giocattoli per i bambini, stufe per riscaldarsi. Sono circa 300 le persone che adesso hanno una casa da diversi anni e che devono ringraziare solo questi delinquenti per averla ottenuta. La Digos, in effetti non è nuova a queste operazioni. Ha un solo pensiero fisso, gli antagonisti. Il problema di Cosenza sono sempre e solo loro ed è una questione che si tramandano da capo a capo, da Grandinetti a Cantafora trasferito a Catanzaro ufficio immigrazione, da Cantafora a Piero Gerace che era stato per anni capo della squadra volante e cresciuto sotto le direttive di Catanfora. Tutto ciò che c’è di negativo a Cosenza avviene solo per colpa loro, del Rialzo che si affolla di immigrati senza dimora, del Comitato Prendo Casa, e dei tanti soggetti liberi, che fanno di Cosenza un città davvero particolare. Poi per il resto Cosenza è una città davvero tranquilla. Non ci sono cosche che campano col pizzo e lo spaccio di droghe pesanti, non ci sono logge massoniche che gestiscono gli affari con le banche e fanno ottenere finanziamenti per la costruzione di palazzi e grattacieli vuoti, non ci sono al Comune personaggi come il sindaco e la sua gente che gestisce danari a quintali per fare cose che non servono, quali la metro, il museo del nulla, le piazze a discesa, mentre un patrimonio mondiale come il centro storico versa in condizioni abominevoli. Tutto regolare per la digos, la procura, le volanti, i vigili urbani. Tutto procede come si vuole che proceda.



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LE INVENZIONI DELLA DIGOS DI COSENZA

Non voglio pensare male su ciò che combinano, nei loro uffici, quelli della Digos di Cosenza. Potrei dire che fumano marjiuana a manetta, ma non ce li vedo proprio. Potrei dire che sono validi lettori della letteratura fantastica, da Henry Potter a Joanne Rowling. O tutti e due insieme. Insomma qualcosa fanno, e lo dimostra il fatto che pochi giorni fa si sono inventati un’associazione a delinquere a Cosenza di immani proporzioni, fatta di pericolosi delinquenti dediti ad attività criminali terribili ed impensabili per una città civile come è quella di Cosenza. Ebbene questi delinquenti sapete cosa facevano ? occupavano vecchi stabili pieni di topi, escrementi, rifugio di tossici e alcolizzati e li rendevano accoglienti, puliti, aperti, e ci facevano dormire la gente che non ha una casa. Gli abitanti del quartiere, dove questi delinquenti pulivano i palazzi abbandonati, avevano tanta paura di queste persone che gli portavano da mangiare, giocattoli per i bambini, stufe per riscaldarsi. Sono circa 300 le persone che adesso hanno una casa da diversi anni e che devono ringraziare solo questi delinquenti per averla ottenuta. La Digos, in effetti non è nuova a queste operazioni. Ha un solo pensiero fisso, gli antagonisti. Il problema di Cosenza sono sempre e solo loro ed è una questione che si tramandano da capo a capo, da Grandinetti a Cantafora trasferito a Catanzaro ufficio immigrazione, da Cantafora a Piero Gerace che era stato per anni capo della squadra volante e cresciuto sotto le direttive di Catanfora. Tutto ciò che c’è di negativo a Cosenza avviene solo per colpa loro, del Rialzo che si affolla di immigrati senza dimora, del Comitato Prendo Casa, e dei tanti soggetti liberi, che fanno di Cosenza un città davvero particolare. Poi per il resto Cosenza è una città davvero tranquilla. Non ci sono cosche che campano col pizzo e lo spaccio di droghe pesanti, non ci sono logge massoniche che gestiscono gli affari con le banche e fanno ottenere finanziamenti per la costruzione di palazzi e grattacieli vuoti, non ci sono al Comune personaggi come il sindaco e la sua gente che gestisce danari a quintali per fare cose che non servono, quali la metro, il museo del nulla, le piazze a discesa, mentre un patrimonio mondiale come il centro storico versa in condizioni abominevoli. Tutto regolare per la digos, la procura, le volanti, i vigili urbani. Tutto procede come si vuole che proceda.



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martedì 9 ottobre 2018

Sono un vigile del fuoco: io non sgombero. Comunicato dei Vigili del Fuoco USB

Vogliamo denunciare all’opinione pubblica quello che, ormai da molto tempo e in maniera più sistematica oggi, sta accadendo nel nostro Paese: un uso improprio dei vigili del fuoco.

Secondo il D.gls 139/2006, il documento che norma la nostra attività, i nostri compiti sarebbero quelli di assicurare il soccorso pubblico,  prevenire ed estinguere gli incendi, intervenire nei casi di emergenze ambientali. Il citato documento emanato dal ministero dell’Interno, il dicastero al quale facciamo riferimento come corpo nazionale, parla chiaro: le azioni dei VdF sono votate  alla “difesa civile, e al servizio di soccorso pubblico”.

Partecipare ad operazioni di sfratto NON è nostra competenza, non appartiene alla cultura sociale cui sono si richiamano i vigili del fuoco.

Ed invece sono proprio gli stessi organi dello Stato a disattendere e contravvenire alle loro stessi leggi col tacito consenso dei nostri dirigenti che chini alle direttive di prefettura e questura, preferiscono sacrificare il dispositivo di soccorso, predisponendo operazioni di sgomberi di uomini, donne, anziani e bambini, che hanno come unico torto quello di aver dovuto occupare un immobile perché sprovvisti di una casa dove poter vivere dignitosamente.

In una delle provincie più estese d’Italia ma anche più povere e martoriate, a forte rischio idrogeologico e vulnerabilità sismica, ad  alta intensità di eventi emergenziali  (incendi, frane , allagamenti), dove basta una pioggia per causare morti e disastri, dove gli incidenti stradali con esiti mortali sono  all’ordine del giorno (anche alla luce dell’obsolescenza della rete stradale) e dove interi territori vengono lasciati in stato di totale degrado e abbandono  si preferisce concentrare uomini e mezzi in operazioni di sfratti e sgomberi, anziché destinarlo al primo soccorso.

Un uso improprio di mezzi (pompe, autoscale, teloni) che noi quotidianamente utilizziamo per salvare vite umane e per la prevenzione di un territorio. Un uso improprio di uomini, formati per l’analisi dei rischi e la salvaguardia delle vite umane, non per reprimere e attaccare altre persone.

La circolare di Salvini in tema di contrasto alle occupazioni abitative, in piena continuità con le indicazioni del suo predecessore Minniti, genera un clima di odio sociale, di caccia al povero (sia esso italiano o africano), di criminalizzazione delle lotte sociali, al quale non intendiamo categoricamente prendere parte. Noi non siamo un’appendice delle forze di polizia. Non sta a noi reprimere. Trovarci in mezzo a scontri con inermi cittadini, (colpevoli solo di rivendicare un diritto come può essere quello di una casa o di un lavoro) come successo qualche tempo fa a Bologna ad alcuni nostri colleghi è una situazione che vorremmo non veder più riproposta.

Non vogliamo che l’immagine del corpo dei vigili venga infangato, non sacrifichiamo il dispositivo di soccorso (uomini e mezzi) per eseguire gli sfratti agli ordini di questori e prefetti. Rivendichiamo la nostra autonomia professionale. Noi siamo stati formati per salvare e salvaguardare le vite umane.

Non chiamateci per sgomberare, non siamo la manovalanza della polizia.

L’USB conferma la propria NON subalternità ad operazioni di questa natura. Prefetture e questure sono capacissime di adempiere ai loro “doveri” anche senza dover ricorrere al nostro corpo che NON è assolutamente “qualificato” nell’esecuzione di operazione di sfratti. I vigili del fuoco che hanno ben altri compiti da adempiere.

In un paese dove mancano i servizi pubblici necessari, dove si sono privatizzati istruzione, sanità, trasporti, ed i settori chiavi della vita di un Paese per favorire ed ingrossare i profitti di prenditori e speculatori, dove si taglia sulla spesa sociale ma si finanziano le guerre, dove si trovano i soldi per salvare le banche ma non quelli per contrastare miseria e povertà, o per salvaguardare il territorio da calamità idrogeologiche, i vigili del fuoco sanno da che parte stare, dalla parte dei più deboli.

 I pompieri difendono le vite non la proprietà privata

NOI SALVIAMO, NON SFRATTIAMO

Unione Sindacale di Base – Confederazione Provinciale di Cosenza

Vigili del Fuoco – Cosenza

 

 

 

 

Unione Sindacale di Base – Federazione di Cosenza

Via Panebianco, 182 – 87100 Cosenza

mail: cosenza@usb.it – pec: usbcosenza@pec.it  tel 0984392456 / fax 09841800538



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Sono un vigile del fuoco: io non sgombero. Comunicato dei Vigili del Fuoco USB

Vogliamo denunciare all’opinione pubblica quello che, ormai da molto tempo e in maniera più sistematica oggi, sta accadendo nel nostro Paese: un uso improprio dei vigili del fuoco.

Secondo il D.gls 139/2006, il documento che norma la nostra attività, i nostri compiti sarebbero quelli di assicurare il soccorso pubblico,  prevenire ed estinguere gli incendi, intervenire nei casi di emergenze ambientali. Il citato documento emanato dal ministero dell’Interno, il dicastero al quale facciamo riferimento come corpo nazionale, parla chiaro: le azioni dei VdF sono votate  alla “difesa civile, e al servizio di soccorso pubblico”.

Partecipare ad operazioni di sfratto NON è nostra competenza, non appartiene alla cultura sociale cui sono si richiamano i vigili del fuoco.

Ed invece sono proprio gli stessi organi dello Stato a disattendere e contravvenire alle loro stessi leggi col tacito consenso dei nostri dirigenti che chini alle direttive di prefettura e questura, preferiscono sacrificare il dispositivo di soccorso, predisponendo operazioni di sgomberi di uomini, donne, anziani e bambini, che hanno come unico torto quello di aver dovuto occupare un immobile perché sprovvisti di una casa dove poter vivere dignitosamente.

In una delle provincie più estese d’Italia ma anche più povere e martoriate, a forte rischio idrogeologico e vulnerabilità sismica, ad  alta intensità di eventi emergenziali  (incendi, frane , allagamenti), dove basta una pioggia per causare morti e disastri, dove gli incidenti stradali con esiti mortali sono  all’ordine del giorno (anche alla luce dell’obsolescenza della rete stradale) e dove interi territori vengono lasciati in stato di totale degrado e abbandono  si preferisce concentrare uomini e mezzi in operazioni di sfratti e sgomberi, anziché destinarlo al primo soccorso.

Un uso improprio di mezzi (pompe, autoscale, teloni) che noi quotidianamente utilizziamo per salvare vite umane e per la prevenzione di un territorio. Un uso improprio di uomini, formati per l’analisi dei rischi e la salvaguardia delle vite umane, non per reprimere e attaccare altre persone.

La circolare di Salvini in tema di contrasto alle occupazioni abitative, in piena continuità con le indicazioni del suo predecessore Minniti, genera un clima di odio sociale, di caccia al povero (sia esso italiano o africano), di criminalizzazione delle lotte sociali, al quale non intendiamo categoricamente prendere parte. Noi non siamo un’appendice delle forze di polizia. Non sta a noi reprimere. Trovarci in mezzo a scontri con inermi cittadini, (colpevoli solo di rivendicare un diritto come può essere quello di una casa o di un lavoro) come successo qualche tempo fa a Bologna ad alcuni nostri colleghi è una situazione che vorremmo non veder più riproposta.

Non vogliamo che l’immagine del corpo dei vigili venga infangato, non sacrifichiamo il dispositivo di soccorso (uomini e mezzi) per eseguire gli sfratti agli ordini di questori e prefetti. Rivendichiamo la nostra autonomia professionale. Noi siamo stati formati per salvare e salvaguardare le vite umane.

Non chiamateci per sgomberare, non siamo la manovalanza della polizia.

L’USB conferma la propria NON subalternità ad operazioni di questa natura. Prefetture e questure sono capacissime di adempiere ai loro “doveri” anche senza dover ricorrere al nostro corpo che NON è assolutamente “qualificato” nell’esecuzione di operazione di sfratti. I vigili del fuoco che hanno ben altri compiti da adempiere.

In un paese dove mancano i servizi pubblici necessari, dove si sono privatizzati istruzione, sanità, trasporti, ed i settori chiavi della vita di un Paese per favorire ed ingrossare i profitti di prenditori e speculatori, dove si taglia sulla spesa sociale ma si finanziano le guerre, dove si trovano i soldi per salvare le banche ma non quelli per contrastare miseria e povertà, o per salvaguardare il territorio da calamità idrogeologiche, i vigili del fuoco sanno da che parte stare, dalla parte dei più deboli.

 I pompieri difendono le vite non la proprietà privata

NOI SALVIAMO, NON SFRATTIAMO

Unione Sindacale di Base – Confederazione Provinciale di Cosenza

Vigili del Fuoco – Cosenza

 

 

 

 

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Via Panebianco, 182 – 87100 Cosenza

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lunedì 8 ottobre 2018

PRENDOCASA: Sulle grandi opere vi accordate ma i diritti li negate

Oggi, abbiamo deciso di occupare simbolicamente l’Ex Hotel Jolly, emblema degli accordi sulla città stretti tra Regione Calabria e Comune di Cosenza. Intesa su metro, ovovia, parco del benessere, ma nessuna risposta strutturale all’emergenza abitativa che attanaglia il nostro territorio. Siamo alla vigilia di due coatte operazioni di polizia che metteranno per strada oltre 100 persone, riconsegnando al degrado e all’abbandono l’Hotel Centrale e lo stabile di Via Savoia. Il prefetto Galeone, su spinta della Procura di Cosenza e del Ministro dell’Interno, ha ordinato senza remore gli sgomberi. La giunta Oliverio, dopo i “rassicuranti” annunci di giugno, si è trincerata dietro il silenzio. Nessun confronto e nessun passo indietro, eppure basterebbe poco: Mascherpa, commissario dell’Aterp, ritiri la denuncia, presentata all’indomani dell’occupazione di Via Savoia, atto che servirebbe a scongiurare lo sgombero, e si renda disponibile al confronto. Se ciò non dovesse accadere, il PD confermerebbe di esercitare una “doppia morale”: a Riace solidarietà, a parole, per Mimmo Lucano, mentre, a Cosenza, nei fatti, uomini, donne e bambini per strada. Comune e Regione chiamino subito un tavolo di discussione per fornire risposte certe a quest’emergenza. La voce di chi vive, ogni giorno, sulla propria pelle, il disagio sociale, non può rimanere inascoltata. Lo diciamo sin da subito: non accetteremo soluzioni temporanee o di facciata, difenderemo fino all’ultimo ciò che abbiamo costruito in questi mesi nella nostra città.La sicurezza di cui abbiamo bisogno nei nostri quartieri è una casa per tutti e tutte.
Prendocasa Cosenza

Ph. Giacomo Greco



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