lunedì 21 agosto 2017

Cosenza: tre persone divorate dalle fiamme.

Di Claudio Dionesalvi

Cosenza, rogo nell’appartamento dei tre indigenti
Alla fine si sono «accese le luci» nel centro storico di Cosenza. Ma non quelle dell’auspicata e rimpianta movida che negli anni novanta popolava queste strade per poi trasmigrare nei localini della vicina Rende, con l’avvento del nuovo millennio. Assassine e improvvise le fiamme che giovedì scorso hanno avvolto tre vite umane, uccidendole. Persino il cagnolino di casa ha tentato una fuga disperata cercando di lanciarsi dal balcone, ma rimasto incastrato nelle sbarre, è stato raggiunto dall’incendio.

IL FUOCO TORNA DUNQUE a massacrare i poveri nella città dei Bruzi. Stavolta a perdere la vita sono stati Serafina Speranza, Roberto Golia e Antonio Noce. In circostanze analoghe, il 15 marzo 2013, in un edificio abbandonato, a pochi passi dalle vetrine di Corso Mazzini, perirono i cittadini marocchini Mourad Gam Gam e Abdelkadir Melouk, poco più che quarantenni, insieme alla tunisina Mazni Massaouda, 58 anni. Faceva freddo, cercavano di riscaldarsi, morirono intossicati dalle esalazioni di una stufa fai da te, carbonizzati dalle fiamme che da essa si propagarono. Pochi mesi fa sono usciti ustionati ma salvi, da un altro incendio avvenuto nel quartiere, i componenti di una delle decine di famiglie rom rumene trasferitesi qui dopo lo sgombero della tendopoli, avvenuto nell’estate 2015.

Sono ancora in corso di accertamento le cause del rogo che ha provocato la tragedia di due giorni fa. Fonti prossime ai Vigili del fuoco ipotizzano una fuga di gas, ma tra i vicini di casa molti segnalano che problemi analoghi si sono verificati diverse volte, in passato, all’interno dell’appartamento colpito dalla tragedia. Sicuro infatti è il contesto di disagio sociale e psichico in cui è maturato il dramma. Le tre vittime erano indigenti e facevano riferimento da anni alle strutture di solidarietà attive nel tessuto urbano. Si rivolgevano alle associazioni per soddisfare i bisogni più elementari. La loro è una condizione identica a centinaia di altre famiglie nel quartiere storico della città. Evanescenti e inadeguati gli interventi delle istituzioni preposte.

NELLE ULTIME ORE, la polemica scatenatasi sulle presunte responsabilità ruota intorno ai presidi territoriali per la Salute Mentale, che non avrebbero personale e strumenti idonei ad affrontare una casistica sempre più diffusa e complessa. Le vittime dell’incendio di giovedì vivevano ormai da tempo in una condizione di quasi totale isolamento. Rimane inoltre senza risposta la domanda di interventi urgenti contro il degrado che da tempo affligge il quartiere. Il problema è stato sollevato diverse volte, in questi anni, dal comitato «Piazza Piccola» e dai locali movimenti antagonisti, come Prendocasa.

Solo poche settimane fa, in seguito all’ennesimo incendio avvenuto nel quartiere, quelli di «Piazza Piccola» denunciavano il fatto che «da troppo tempo le istituzioni hanno lasciato in balia degli eventi il nostro Centro Storico, il cuore pulsante della nostra città. Dopo i crolli di alcuni palazzi, le problematiche ambientali e sociali, un altro evento ha creato seri problemi per la vita quotidiana degli abitanti del quartiere: il rogo che ha distrutto il ponte di legno sul Busento». Dal canto suo, Prendocasa ha promosso la campagna «Le priorità sono altre», attaccando l’amministrazione comunale di centrodestra che vorrebbe riqualificare Cosenza Vecchia realizzando un’ovovia e un museo dedicato al mito di Alarico.

TRA GLI OBIETTIVI della giunta guidata dal sindaco Mario Occhiuto anche la vecchia utopia di trapiantare nel quartiere «un pezzo» di università della Calabria, importandovi sedute di lauree e residenze per gli studenti. Quest’ultimo appare come un progetto inverosimile, reso impossibile dagli interessi politici della vicina Rende, la cui locale classe politica è foraggiata soprattutto dalla lobby palazzinara che nei dintorni di Arcavacata gestisce il mercato degli affittacamere.

L’emergenza abitativa e la mancanza di accompagnamento per le persone affette da disagio psichico sono i drammi sociali che attanagliano da qualche anno Cosenza, una città che come decine di altre realtà urbane periferiche nell’ultimo decennio ha scoperto di avere dentro di sé i mali un tempo endemici delle metropoli.

IL ROGO SI È IN PARTE propagato agli edifici adiacenti, lambendo il vicino palazzo Compagna, dove erano conservati libri antichi di notevole valore. Numerosi volumi e documenti di pregio sarebbero stati inceneriti o danneggiati dalle fiamme. Il patrimonio librario custodito nel centro storico della città è privo di tutela e valorizzazione, anche per effetto della grave crisi che affligge l’amministrazione della Biblioteca Civica, a rischio chiusura. Un danno notevole quello riportato giovedì, ma pur sempre insignificante dinanzi alla perdita di tre vite umane. Lunedì giornata di lutto cittadino.



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sabato 12 agosto 2017

Ciao Andrea….chi ha compagni non muore mai

Caro Andrea, chi ti scrive è la grande famiglia di Prendocasa, quella famiglia ribelle di cui anche tu e Melania fate parte. Aver avuto la brutta notizia della tua scomparsa, ci ha lasciato tutti basiti, un fermo immagine in ognuno di noi è scattato, un senso di incredulità. Per noi rappresentavi dei principi cardine del nostro modo di essere, li incarnavi alla perfezione, la DIGNITA’ e la SOLIDARIETA’. Anche nei momenti di difficoltà ti abbiamo visto sorridere e dare la carica giusta a tutti, sfottendo come ti era solito fare, senza mai perdere quella forza di andare avanti, il tuo spirito in questo ci ha insegnato tanto e continuerà a farlo. Non ti abbiamo mai visto girare dall’altra parte davanti ai soprusi di questa società, ti abbiamo visto fattivamente metterti a disposizione di tutti, senza lesinare niente. Ti ricordiamo con gioia i primi giorni dell’occupazioni delle Canossiane, dare una mano nelle prime fasi, nei momenti bui vedere te e Melania pronti a a darsi da fare, faceva parte di quei segnali che ti davano la forza di andare avanti. Ci sei stato al fianco in tante manifestazioni, in tanti momenti importanti, e infatti anche se non abitavi nelle occupazioni ti abbiamo sempre sentito parte di questa grande esperienza. Noi vogliamo ricordarti cosi, con il tuo sorriso sbarazzino, sfottente, con la tua grande dignità e i gesti di solidarietà concreta. I tuoi principi sono i nostri principi, e continueremo a batterci per farli affermare in questa società, e da oggi lo faremo con una motivazione in più, te lo dobbiamo. Con Vittorio aiutateci a trasformare questo mondo in qualcosa di più giusto. Ti salutiamo con questa frase di che guevara che per noi è rappresentativa del tuo essere: “Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualsiasi ingiustizia, commessa contro chiunque, in qualsiasi parte del mondo. È la qualità più bella di un buon rivoluzionario.”
Sarai sempre con noi, vivrai in ogni nuova occupazione, in ogni sollevazione, in ogni lotta contro questo stato di cose.
Ciao ANDRE’, chi ha compagni non muore mai



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Ciao Andrea….chi ha compagni non muore mai

Caro Andrea, chi ti scrive è la grande famiglia di Prendocasa, quella famiglia ribelle di cui anche tu e Melania fate parte. Aver avuto la brutta notizia della tua scomparsa, ci ha lasciato tutti basiti, un fermo immagine in ognuno di noi è scattato, un senso di incredulità. Per noi rappresentavi dei principi cardine del nostro modo di essere, li incarnavi alla perfezione, la DIGNITA’ e la SOLIDARIETA’. Anche nei momenti di difficoltà ti abbiamo visto sorridere e dare la carica giusta a tutti, sfottendo come ti era solito fare, senza mai perdere quella forza di andare avanti, il tuo spirito in questo ci ha insegnato tanto e continuerà a farlo. Non ti abbiamo mai visto girare dall’altra parte davanti ai soprusi di questa società, ti abbiamo visto fattivamente metterti a disposizione di tutti, senza lesinare niente. Ti ricordiamo con gioia i primi giorni dell’occupazioni delle Canossiane, dare una mano nelle prime fasi, nei momenti bui vedere te e Melania pronti a a darsi da fare, faceva parte di quei segnali che ti davano la forza di andare avanti. Ci sei stato al fianco in tante manifestazioni, in tanti momenti importanti, e infatti anche se non abitavi nelle occupazioni ti abbiamo sempre sentito parte di questa grande esperienza. Noi vogliamo ricordarti cosi, con il tuo sorriso sbarazzino, sfottente, con la tua grande dignità e i gesti di solidarietà concreta. I tuoi principi sono i nostri principi, e continueremo a batterci per farli affermare in questa società, e da oggi lo faremo con una motivazione in più, te lo dobbiamo. Con Vittorio aiutateci a trasformare questo mondo in qualcosa di più giusto. Ti salutiamo con questa frase di che guevara che per noi è rappresentativa del tuo essere: “Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualsiasi ingiustizia, commessa contro chiunque, in qualsiasi parte del mondo. È la qualità più bella di un buon rivoluzionario.”
Sarai sempre con noi, vivrai in ogni nuova occupazione, in ogni sollevazione, in ogni lotta contro questo stato di cose.
Ciao ANDRE’, chi ha compagni non muore mai



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giovedì 10 agosto 2017

VIA SAVOIA: TAVOLO IN PREFETTURA, LA SOLUZIONE E’ UNA CASA PER TUTTI

Tanti gli eventi che in questi 9 mesi hanno segnato la vita dell’occupazione abitativa di via Savoia immobile di proprietà Aterp, sottratto al degrado e all’abbandono e divenuto casa per decina tra italiani e migranti.
Sappiamo che sullo stabile pende la minaccia di sgombero coatto, nel capoluogo, capitale calabrese degli sfratti, in cui si continua a costruire nonostante migliaia di alloggi rimangono vuoti e allo stesso tempo tantissimi vivono il dramma dell’assenza di un tetto sulla propria testa, la priorità pare essere mettere per strada gli uomini le donne e i bambini che vivono in via Savoia.
Quest’ultima come più volte ripetuto è interessata dall’accordo sulla metro e le opere accessorie. Lo stabile infatti è destinato a diventare sede dell’Aterp che traslocherà dalla sede attuale per fare spazio al museo di Alarico tanto voluto dal sindaco occhiuto. Il destino dell’occupazione vede quindi coinvolti tutte le istituzioni di questa città, nessuno provi a fare scaricabarile.
Attraverso la nostra continua e determinata mobilitazione siamo riusciti a ottenere l’apertura di un tavolo inter-istituzionale che oltre a noi vedesse presenti l’Aterp Calabria, il Comune di Cosenza e rappresentanti della Prefettura.
Nell’incontro tenutosi giovedì scorso, abbiamo ribadito la necessità di fare chiarezza sulla vicenda, registrando una timida disponibilità al dialogo ma anche la volontà del commissario regionale dell’Aterp Ambrogio Mascherpa di rientrare il prima possibile in possesso dell’immobile sito in via Savoia.
Ancora una volta viene sbandierato il tema della legalità dimenticando il ruolo delle istituzioni protagoniste attive o inermi spettatrici di decenni di barbarie sull’emergenza abitativa e la gestione delle case popolari, diventate bacino di clientela per tanti politici di questa città.
Il comune da parte sua ancora una volta non riesce a proporre politiche strutturali, ma esclusivamente emergenziali.
L’unica soluzione possibile, lineare e semplice, è trovare una soluzione abitativa per gli occupanti di Via Savoia. Abbiamo ribadito che vogliamo una risposta finalmente politica e non repressiva e di ordine pubblico perchè sarebbe veramente paradossale che in una città piena di stabili pubblici vuoti si proceda ad uno sgombero senza aver trovato una soluzione abitativa a chi ne ha diritto, vittima incolpevole della cattiva politica e dei palazzinari. A settembre stando a quanto garantito dal Prefetto sarà convocato un nuovo tavolo di discussione sulla questione dove ci aspettiamo ipotesi più concrete. Noi continueremo a lottare per il diritto ad una casa contro tutti quegli illegali che “barricati” nelle istituzioni hanno gestito il patrimonio immobiliare pubblico a fine privatistici.
Prendocasa Cosenza



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VIA SAVOIA: TAVOLO IN PREFETTURA, LA SOLUZIONE E’ UNA CASA PER TUTTI

Tanti gli eventi che in questi 9 mesi hanno segnato la vita dell’occupazione abitativa di via Savoia immobile di proprietà Aterp, sottratto al degrado e all’abbandono e divenuto casa per decina tra italiani e migranti.
Sappiamo che sullo stabile pende la minaccia di sgombero coatto, nel capoluogo, capitale calabrese degli sfratti, in cui si continua a costruire nonostante migliaia di alloggi rimangono vuoti e allo stesso tempo tantissimi vivono il dramma dell’assenza di un tetto sulla propria testa, la priorità pare essere mettere per strada gli uomini le donne e i bambini che vivono in via Savoia.
Quest’ultima come più volte ripetuto è interessata dall’accordo sulla metro e le opere accessorie. Lo stabile infatti è destinato a diventare sede dell’Aterp che traslocherà dalla sede attuale per fare spazio al museo di Alarico tanto voluto dal sindaco occhiuto. Il destino dell’occupazione vede quindi coinvolti tutte le istituzioni di questa città, nessuno provi a fare scaricabarile.
Attraverso la nostra continua e determinata mobilitazione siamo riusciti a ottenere l’apertura di un tavolo inter-istituzionale che oltre a noi vedesse presenti l’Aterp Calabria, il Comune di Cosenza e rappresentanti della Prefettura.
Nell’incontro tenutosi giovedì scorso, abbiamo ribadito la necessità di fare chiarezza sulla vicenda, registrando una timida disponibilità al dialogo ma anche la volontà del commissario regionale dell’Aterp Ambrogio Mascherpa di rientrare il prima possibile in possesso dell’immobile sito in via Savoia.
Ancora una volta viene sbandierato il tema della legalità dimenticando il ruolo delle istituzioni protagoniste attive o inermi spettatrici di decenni di barbarie sull’emergenza abitativa e la gestione delle case popolari, diventate bacino di clientela per tanti politici di questa città.
Il comune da parte sua ancora una volta non riesce a proporre politiche strutturali, ma esclusivamente emergenziali.
L’unica soluzione possibile, lineare e semplice, è trovare una soluzione abitativa per gli occupanti di Via Savoia. Abbiamo ribadito che vogliamo una risposta finalmente politica e non repressiva e di ordine pubblico perchè sarebbe veramente paradossale che in una città piena di stabili pubblici vuoti si proceda ad uno sgombero senza aver trovato una soluzione abitativa a chi ne ha diritto, vittima incolpevole della cattiva politica e dei palazzinari. A settembre stando a quanto garantito dal Prefetto sarà convocato un nuovo tavolo di discussione sulla questione dove ci aspettiamo ipotesi più concrete. Noi continueremo a lottare per il diritto ad una casa contro tutti quegli illegali che “barricati” nelle istituzioni hanno gestito il patrimonio immobiliare pubblico a fine privatistici.
Prendocasa Cosenza



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